“Laici e religiose insieme” è lo slogan con cui abbiamo deciso di chiamarci. Ed è proprio l’avverbio “insieme” che mi suggerisce di pubblicare gli appunti di un ritiro tenuto ad un gruppo di Piccole Ancelle del Sacro Cuore da P. Francesco Pavese, missionario della Consolata, da noi conosciuto nel settembre del 2004 a Poti.
Tra i motivi elencati della “gioia dell’attesa” della beatificazione, vorrei sottolineare il 5°, dove viene evidenziato che il Fondatore delle Piccole Ancelle del S. Cuore è ricchezza per tutta la Chiesa, ma in particolare per voi che lo avete “incontrato” spesso tramite il prolungamento delle sue opere, delle sue suore, dei suoi scritti e biografie. Se per le suore non è solo un “dovere”, ma anche una gioia condividere con i laici la spirito di C. Liviero, per voi è un “diritto”, ma indubbiamente anche una favorevole opportunità, poterlo conoscere sempre più e accoglierlo, di modo che alimenti e qualifichi la vostra vita in famiglia, sul lavoro e nella società.

IN PREPARAZIONE ALLA BEATIFICAZIONE
DEL “FONDATORE”

Domenica 6 maggio 2007

Clima in cui vivere queste settimane: “la gioia dell’attesa”. Si attende un grande evento, unico e qualificante per il vostro Istituto. Offro alcune riflessioni sul perché definisco “qualificante” questo evento.

1. Perché è ufficialmente riconosciuta la santità del Padre. Non c’è dubbio che voi volete bene a C. Liviero e lo stimate. Per voi è un santo, indipendentemente da qualsiasi riconoscimento. Vederlo sugli altari, potere celebrare la “sua Messa”, però, è un’intima soddisfazione, che riempie di gioia.

2. Perché viene confermata la validità del “suo” e “vostro” carisma, spirito (S. Cuore, Madonna della Fiducia, Piccolezza del servizio…). Lo Spirito Santo ha scelto il Liviero non solo per dare vita alla vostra Famiglia religiosa, ma anche per darle uno spirito, un cammino di santità. Questa certezza porta con sé una “conferma”: non cercate altrove una spirito migliore!. Quello del vostro Padre, per voi, è sicuramente il migliore. Sentitevi confermate in un cammino che da anni state facendo.

3. Perché ognuna si sente assicurata di non avere sbagliato. Non importa quali siano state le circostanze che vi hanno fatto scegliere l’Istituto… Sono state la via che la Provvidenza ha preparato per voi, per potervi comunicare lo spirito che aveva donato al Liviero. È in forza della vocazione che siete state innestate nello spirito del Liviero e lo potete considerare anche vostro. Questa certezza porta con sé una responsabilità, che si esprime in tante domande: conoscete bene questo spirito e lo apprezzate come merita? Chi vi vede, si accorge che avete proprio quella fisionomia che lo Spirito Santo aveva affidato al Liviero per donarvi? Ecc.

4. Perché vi sentite in famiglia e non isolate. La beatificazione del Fondatore è una conferma della validità dell’Istituto in quanto tale: il suo fine, le sue opere, lo stile di vita, ecc. Questa affermazione ci fa riflettere:
- Ovviamente, noi conosciamo i difetti che abbiamo, ma non possiamo fermarci ai difetti. Gli ideali sono superiori e vanno salvaguardati e raggiunti meglio che si può! La beatificazione ci incoraggia e ci rende più ottimisti verso l’Istituto.
- Questo Istituto è la mia famiglia. Ognuna è stata chiamata per vivere con altre, ugualmente chiamate a vivere lo spesso spirito. Ognuna è un dono per le altre. Siete un dono reciproco. Qui inizia la carità fraterna, la cui ragione, prima che nell’amicizia umana (lo è anche), vi cercata in una convinzione di fede.
- Fanno parte della famiglia anche le sorelle che sono in Cielo. La vostra famiglia è composta dal Padre e da tutte le figlie. È importante tenere vivo questo senso di famiglia totale. Anche le sorelle in Cielo partecipano di questo evento come di un dono speciale.

5. Perché il carisma del Liviero viene offerto alla Chiesa. Dalla beatificazione, il vostro Fondatore non sarà più solo vostro. Apparterrà con titolo speciale alla Chiesa. Vi apparteneva anche prima (soprattutto in quanto Vescovo di una Chiesa particolare), ma come “beato” lo è ufficialmente riconosciuto. Anche la gente lo possono rivendicare. (particolarmente la comunità di Città di Castello). Ecco il fondamento delle iniziative in favore dei Laici, specialmente per quelli che vi sono più vicini, che ha un motivo nuovo per rinvigorirsi.


P. Francesco Pavese imc

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