IN ASCOLTO DELLA PAROLA

15 agosto 2017- XXI Dom. del Tempo Ordinario

 




LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Is 56, 1.6-7
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.

Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».


Salmo Responsoriale  Dal Salmo 66
Popoli tutti, lodate il Signore.
 
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

Seconda Lettura  Rm 11, 13-15.29-32
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!


Canto al Vangelo   Cf Mt 4,23
Alleluia, alleluia.
Gesù predicava la buona novella del Regno
e curava ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.

  
Vangelo  Mt 15, 21-28
Donna, grande è la tua fede!

Dal vangelo secondo Matteo
I
n quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.




Commento di Don Antonio D'Ascenzo
La liturgia ci propone un terzo episodio della sezione del Vangelo di Matteo che tratta della Chiesa. Ritiratosi in disparte lontano da Erode e dai farisei, Gesù entra nel territorio di Tiro e di Sidone. Qui una donna cananea lo sorprende per la sua fede: un episodio che Matteo valorizza per approfondire il modo di essere e di operare della Chiesa. Nella sua comunità era ancora divisiva la questione della circoncisione: bisognava esigerla o no dai pagani divenuti cristiani? Mentre san Paolo l’escludeva categoricamente perché decisiva per la salvezza è la fede in Gesù e non la circoncisione, alcuni giudeo-cristiani di Palestina e di Siria la pensavano diversamente. Perciò il fatto offre a Matteo (che scrive per le comunità ebreo-cristiane di Palestina) l’occasione per superare definitivamente dubbi e perplessità: in comunità non si possono trattare i non circoncisi come fratelli di categoria inferiore, perché Gesù è morto ed è risorto per tutti e, dopo il Battesimo, tutti – giudei e pagani – formiamo in Lui un solo corpo. È il criterio che la Chiesa ha fatto proprio lungo i secoli; è il criterio che la rende ancor oggi “cattolica”, cioè universalmente aperta a chiunque voglia accogliere il Vangelo e credere nel Signore Gesù. Oggi la questione si apre su altri fronti: il rapporto con i non credenti e con le persone di altre razze e culture, il rapporto tra i gruppi all’interno della parrocchia... Dunque un’occasione per riflettere sulla “cattolicità” delle nostre comunità. Non basta infatti dire a parole “Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”; bisogna piuttosto adoperarsi per acquisire una mentalità “cattolica” coltivando la fraternità in Cristo e la spiritualità dell’accoglienza. Gesù ci dice che il mondo è più grande del cortile di casa nostra e che, oltre, possiamo incontrare sorprese incredibili, incontrare persone per le quali egli ha dato la vita perché, attratte e convertite dalla misericordia di Dio, condividano con noi la gioia del suo Regno di fraternità e di pace.
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26/01/2013 Vai al dettaglio
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Il tema della Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra Domenica 26 Aprile 2015 è "Vocazioni e santità: toccati dalla Bellezza" (Evangelii Gaudium, 167; 264)

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