FESTA DEL SACRO CUORE 2020




Contemplare il Cuore divino-umano di Gesù

Contemplare il Cuore trafitto di Cristo che soffre nelle persone ammalate, sentendoci parte dell’umanità ferita nel corpo, nell’anima e priva di mezzi di sussistenza, vivere la sua misericordia e compassione intese come un patire insieme, vivere l’abbandono filiale nei momenti di difficoltà, interessarci dei fatti del mondo, accettare i limiti e le fragilità nostre e altrui con la stessa misericordia del Cuore di Gesù.

 
“Tenerezza, affetto, compassione»: piccoli, importanti gesti per dare un senso a questi giorni». «Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!». Papa Francesco nella sua predicazione si serve spesso di questo termine, a commento dei testi più diversi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium parla per ben 11 volte di tenerezza, ricorrendo a questa parola in modo sempre pensato, con molto discernimento. Parla di «tenerezza combattiva contro gli assalti del male» (85), di «infinita tenerezza del Signore» (274), di «tenerezza» come «virtù dei forti» (288), di «forza rivoluzionaria della tenerezza» (ibid.), avendo coscienza che la tenerezza è appunto una virtus, una forza attiva e pratica, non solo un sentimento. Arriva a scrivere che «Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza» (88). Perché questa insistenza sulla tenerezza? Perché la vita è un duro mestiere, perché i rapporti oggi si sono fatti duri, senza prossimità, anaffettivi, e gli uomini e le donne del nostro tempo sentono soprattutto il bisogno di tenerezza”.

(Enzo Bianchi, “Avvenire”, 14 ottobre 2015)


 

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